Il Parco dell’Etna

Il Parco dell'Etna nasce nel 1987 su decreto regionale allo scopo di salvaguardia e promozione del territorio etneo. L’area protetta consta di 59000 ettari, che tutelano il cono del vulcano in una fascia d’altitudine compresa tra i 600 e i 3340 metri, divisi a quattro zone a protezione decrescente (A,B,C,D); la zona A è stata dichiarata nel 2013 Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco. L’Etna, nata circa 600.000 anni fa, ha visto nella sua storia una molteplicità di eventi geologici, tra cui numerosi crolli e ricostruzioni dell’edificio vulcanico, che, insieme alla continua attività vulcanica, contribuiscono alla varietà di paesaggi di cui gode il visitatore odierno.

La fauna annovera tra i mammiferi la volpe, il gatto selvatico, la donnola, il furetto, la martora, il riccio, il coniglio e la lepre; tra gli uccelli vi sono numerose specie di passeracei e rapaci, tra cui anche alcune coppie di aquila reale. Diverse le specie di rettili (sauri, ofidi, e cheloni), di cui l’unica pericolosa è la vipera. Vi è anche una multiforme varietà di insetti e artropodi: farfalle, grilli, cicale, cavallette, api, ragni etc, che svolgono un insostituibile ruolo negli equilibri ecologici. La presenza della vegetazione sull’Etna è condizionata dalla variazione continua del territorio, dal clima, dall’altitudine. Nelle zone più basse vi sono coltivazioni da frutta, vigneti, noccioleti, castagneti, pistacchieti (ad ovest). Più in quota querce, boschi di roverella, cerri e pino laricio. Intorno ai 2000 metri vi è il faggio e la Betulla (endemica). Tra le specie colonizzatrici delle lave ricordiamo la ginestra dell’Etna (endemica). Comprese tra i 2000 e i 2500 metri prendono il sopravvento le formazioni pulviniformi di spino santo (astragalo), senecio, viola e serastio. Al di sopra dei 3000 metri vi è il deserto vulcanico.