Bronte

Il nome, Bronte, uno dei ciclopi aiutanti del dio greco Efesto, narra di una città di origine antichissime. Nel suo territorio sono visibili tracce risalenti al neolitico, ai siculi, greci e romani. Tuttavia La fondazione della città risale al 1535 quando l’imperatore Carlo V d’Asburgo decretò che gli abitanti dei 24 casali della zona fossero riuniti in un'unica città, Bronte. Parzialmente distrutta dalla colata del 1651, nel 1799 Bronte e il suo territorio furono donati da re Ferdinando IV di Borbone all’ammiraglio inglese Horatio Nelson, il quale con le sue navi aveva contribuito a sedare i moti napoletani. La politica attuata degli eredi dell’Ammiraglio inasprì le tensioni sociali che sfociarono durante l’avanzata garibaldina in una rivolta contadina, che portò all’uccisione di 16 notabili e nella conseguente repressione di Nino Bixio, luogotenente di Garibaldi, episodio denominato “Fatti di Bronte”. Il territorio di Bronte spicca per bellezza, varietà naturalistica e culturale. Nelle quote più basse il protagonista indiscusso è il pistacchio, celebre in tutto il mondo per il suo colore vivo e il sapore intenso. Ma anche agrumi, fichidindia, ulivi, mandorli, castagni, noccioli, viti, peri, e nelle quote più alte boschi di lecci, pini larici, ginestre. La zona di Piano dei Grilli (1200 m.s.l.), tra le più incantevoli dell’Etna, mostra un angolo di natura unico, per bellezza paesaggistica e naturalistica. La strada basolata che vi giunge, attraversa per alcuni chilometri un campo di lave cordate dall’aspetto quasi lunare.